Parole
dissetano la mente
Verbi mai coniugati, vuoti
Display, illusione
foglio che inganna.
Le posi, navigano sperdute
prive di eco, svaniscono.
Si diffondono mute,
rapite da stranieri occhi
carezzate da un’effimera,
sfuggente attenzione.
Utopie spezzate
Frammenti di elogi percepiti,
stantie emozioni elargite
nell’ inumana solitudine.
Plagiata, cruda bugia cieca
al buio i miei pensieri
precipitano, sprofondano.
Parole,
partorite senza mèta,
immaginate, sincere
sterili, capitolano
nella rete ingannevole,
restano imprigionate e sterili,
inutili, spinte dall’astinenza,
dello scrivere ossessivo,
dal nulla che ti affascina.

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